mercoledì 2 marzo 2022

Lama Balice: la "mia" tra natura, storie ed emozioni


E’ un reportage di esplorazione e di emozioni ma è anche un avvicendamento di storie ascoltate dalla viva voce di chi le ha vissute.

Non è un racconto ma dalla definizione prende spunto perché tutto ha origine dal mio desiderio di raccontare tutto ciò che io stesso ho vissuto e visto attraverso i miei occhi dai miei primi anni di vita.

Ma è anche un memoriale. Un esercizio per ricordare..

La geografia e la storia sono parte delle mie preferenze e raccontare è una abitudine che ho ereditato che ha alimentato l’entusiasmo di voler spolverare vecchie foto e aprire i cosiddetti cassetti della memoria, meglio dire “delle memorie”.

Memorie è più esatto… Sono partito dal desiderio di sapere chi abitava le masserie lungolama e ho cominciato a chiedere agli anziani e via via dai loro racconti si incatenavano i nomi, i soprannomi, le residenze di tanti altri.

Le mie domande aprivano la mente e i ricordi si facevano avanti e ho scoperto con mia meraviglia che arrivati ad una “certa” età tornano più vivi i ricordi di quando si è stati giovani.

Per esempio i bombardamenti al porto di Bari, la fuga verso le grotte come rifugio, i bersaglieri, i soldati, le usanze, le amicizie, tanti ricordi raccontati oggi da chi all’epoca aveva dai 5 ai dieci anni.

La mia storia di conoscenza, di ricerca, di informazioni, le mie foto e i flash rimasti impressi nella mente, avvinta agli scambi dei recenti incontri hanno amalgamato il contenuto di questa pubblicazione.

Mio padre, Mimì come in tanti lo chiamavano, mi ha accompagnato a Lama Balice per la prima volta quando avevo dieci anni e osando un po’ posso affermare di esservi nato..

I miei genitori mi hanno insegnato al rispetto delle persone e dell’ambiente.

IO STO CON IL PARCO DI LAMA BALICE E TU?



(foto di Tany Palazzo)

Pietro Giulio Pantaleo nasce nel 1956 e dai primi anni ’80 è interessato alla pittura, alle tradizioni locali, al paesaggio e alla natura. Con la pittura ha raggiunto importanti risultati senza sconfinare in altre regioni e tuttora dipinge. E’ stato per molti anni presidente del Centro d’Arte 89, un’associazione fondata da Graziano Miglietta. Con essa ha organizzato numerosi eventi d’arte e di cultura in un antico frantoio ipogeo come sede operativa. Suoi ospiti, tra i tanti, sono stati Enzo Varricchio, Francesco Salamina, Gino Locaputo, Michele Ardito, Peppino Signorile, Enzo Chiatante, Pino Verrastro, Piero De Giacomo, Vito Giuss Potenza, Vittorio Cavaliere, Mimì Pantaleo, Chiara Fontana, Alba Amoruso, Pino Guario, Michele Campione, Vittorio e Fabrizio Stagnani.

Per la natura ha un legame in generale, in particolare più profondo per Lama Balice...

Questo legame è talmente forte che ne è diventato un suo strenue tutore e difensore, noto ai privati proprietari; alle associazioni che lì svolgono attività: FareVerdeBitonto, Abap, CAI Vespertilio, FareAmbiente Bari, TracceVerdi, Movimento Naturalistico Pro Lama Balice; ai componenti dell’assemblea che costituisce l’ente Parco con i comuni di Bari e Bitonto, Città Metropolitana, con Giuseppe Muolo e Nicola Lavermicocca. Dal 2007, anno di istituzione del Parco Regionale Naturale di Lama Balice ha svolto, e continua a svolgere, un’attività di esplorazione e accompagnamento. Ed è proprio con questa attività che ha incontrato centinaia di persone che poi sono diventate amicizie perché tutte sono diventate al suo fianco “cassa di risonanza” per comunicare la bellezza, la ricca biodiversità e la suggestività del territorio, in particolare: Enrico Ancora, Ferdinando Atlante, Giuseppe Cagnetta, Beppe Cazzolla, Sergio Chiaffarata, Donato Contaldi, Vincenzo De Leo, Nicola Lavermicocca, Marco Petruzzelli, Domenico Robles…

Meritevoli di menzione “Naturalmente suoni e colori del Parco di Lama Balice” e la “Sagra delle fogghie de fore” con le quali ha “acceso i riflettori” su vari aspetti di valorizzazione e tutela dell’area protetta. Il suo impegno è fervente e il suo obiettivo sono la tutela, la riqualificazione, la rinaturalizzazione nonché la messa in sicurezza di alcune zone “fragili” per renderle maggiormente fruibili. Il suo slogan con il quale conclude le attività di accompagnamento è: 



Così scrive Enzo Varricchio: "Il memoir non è un’autobiografia, non vuole ricostruire e documentare tutti i fatti dell’autore con le modalità di una ricerca storica. Ma “Lama Balice” non è nemmeno un memoriale come afferma Pantaleo. Non è questo il caso di Pantaleo, il suo non è un romanzo autobiografico, bensì un documento a sua volta, perché un fatto riferito e trascritto o fotografato è un documento, il contenitore di un contenuto che si vuole tramandare."



Così scrive Marino Pagano: "Se un cittadino può essere considerato un concentrato empatico e discorsivo con quell'ambiente che diventa paesaggio grazie all'intervento antropico e se la politica ha elaborato un pensiero e delle discipline giuridiche atte a tutelare quel paesaggio, a considerarlo inestimabile patrimonio collettivo e materia visibile del concerto più tangibile dei saperi dell'uomo attraverso la storia, ebbene, se tutto ciò esiste, resiste ed insiste noi lo dobbiamo non certo solo alle esclusive elaborazioni scientifiche e di dottrina. Noi lo dobbiamo, essenzialmente, alla prima capacità emozionale dell'uomo, alla sua possibilità sensoriale, all'atto umile di mettersi in visione ed in ascolto.

È questo quel che viene da pensare leggendo queste pagine del caro Pietro Pantaleo, pagine inserite in una cornice che è ideale ed insieme anche ragionata."

In conclusione  

Abbasce a le sir

Un  luogo, una lama, un parco naturale nella nostra città, forse unico in Italia. Un luogo magico e suggestivo che ancora molti non conoscono e dove la natura, selvaggia, è accogliente e ideale per ritrovarsi, per rigenerarsi e recuperare il rapporto con se stesi e con la natura. Ricordo le scampagnate quando ero piccolo, accompagnavo i miei che andavano a raccogliere gli asparagi e erbe spontanee che avevano sapori unici. Un luogo incantevole che esprime tranquillità e bellezza. Ricordo i racconti dei miei nonni, racconti che ho ritrovato in questa opera di Piero e che mi ha riportato indietro nella memoria, commuovendomi.

Appunto Piero, un uomo che a partire dall'infanzia ha trascorso un pezzo della sua vita in questo luogo; quando ancora non era un parco lui era li, a scoprire e  ad ascoltare un posto che noi paesini conosciamo come "Abbasce a le sir".

Quella ricerca e quell'ascolto si è trasformato negli anni in impegno, quotidiano per valorizzare il Parco, raccontarlo e farlo conoscere ai tanti che non lo hanno ancora scoperto.

 

Di lui ammiro il coraggio e la perseveranza, l'amore e la passione e con lui condividerò la nostra battaglia perché questa risorsa naturale unica acquisisca la dignità che merita. Questo è un primo passo. Ecco, a lui l'augurio più sincero per questa sua opera e l'auspicio che questo suo libro possa avvicinare al Parco Naturale di Lama Balice chi ancora non ha avuto modo di visitare e vivere un luogo così semplice e meraviglioso.                             

                                                                                                                 Michelangelo Cavone