E’ un reportage di esplorazione e di emozioni ma è anche un avvicendamento
di storie ascoltate dalla viva voce di chi le ha vissute.
Non è un racconto ma dalla definizione prende spunto perché tutto ha
origine dal mio desiderio di raccontare tutto ciò che io stesso ho vissuto e
visto attraverso i miei occhi dai miei primi anni di vita.
Ma è anche un memoriale. Un esercizio per ricordare..
La geografia e la storia sono parte delle mie preferenze e raccontare è una
abitudine che ho ereditato che ha alimentato l’entusiasmo di voler spolverare
vecchie foto e aprire i cosiddetti cassetti della memoria, meglio dire “delle
memorie”.
Memorie è più esatto… Sono partito dal desiderio di sapere chi abitava le
masserie lungolama e ho cominciato a chiedere agli anziani e via via dai loro
racconti si incatenavano i nomi, i soprannomi, le residenze di tanti altri.
Le mie domande aprivano la mente e i ricordi si facevano avanti e ho
scoperto con mia meraviglia che arrivati ad una “certa” età tornano più vivi i
ricordi di quando si è stati giovani.
Per esempio i bombardamenti al porto di Bari, la fuga verso le grotte come
rifugio, i bersaglieri, i soldati, le usanze, le amicizie, tanti ricordi
raccontati oggi da chi all’epoca aveva dai 5 ai dieci anni.
La mia storia di conoscenza, di ricerca, di informazioni, le mie foto e i
flash rimasti impressi nella mente, avvinta agli scambi dei recenti incontri
hanno amalgamato il contenuto di questa pubblicazione.
Mio padre, Mimì come in tanti lo chiamavano, mi ha accompagnato a Lama
Balice per la prima volta quando avevo dieci anni e osando un po’ posso
affermare di esservi nato..
I miei genitori mi hanno insegnato al rispetto delle persone e dell’ambiente.
Pietro Giulio Pantaleo nasce nel 1956 e dai primi anni
’80 è interessato alla pittura, alle tradizioni locali, al paesaggio e alla
natura. Con la pittura ha raggiunto importanti risultati senza sconfinare in
altre regioni e tuttora dipinge. E’ stato per molti anni presidente del Centro
d’Arte 89, un’associazione fondata da Graziano Miglietta. Con essa ha
organizzato numerosi eventi d’arte e di cultura in un antico frantoio ipogeo
come sede operativa. Suoi ospiti, tra i tanti, sono stati Enzo Varricchio, Francesco
Salamina, Gino Locaputo, Michele Ardito, Peppino Signorile, Enzo Chiatante,
Pino Verrastro, Piero De Giacomo, Vito Giuss Potenza, Vittorio Cavaliere, Mimì
Pantaleo, Chiara Fontana, Alba Amoruso, Pino Guario, Michele Campione, Vittorio
e Fabrizio Stagnani.
Per la natura ha un legame in generale, in particolare più
profondo per Lama Balice...
Questo legame è talmente forte che ne è diventato un suo
strenue tutore e difensore, noto ai privati proprietari; alle associazioni che
lì svolgono attività: FareVerdeBitonto, Abap, CAI Vespertilio, FareAmbiente
Bari, TracceVerdi, Movimento Naturalistico Pro Lama Balice; ai componenti
dell’assemblea che costituisce l’ente Parco con i comuni di Bari e Bitonto,
Città Metropolitana, con Giuseppe Muolo e Nicola Lavermicocca. Dal 2007, anno
di istituzione del Parco Regionale Naturale di Lama Balice ha svolto, e
continua a svolgere, un’attività di esplorazione e accompagnamento. Ed è
proprio con questa attività che ha incontrato centinaia di persone che poi sono
diventate amicizie perché tutte sono diventate al suo fianco “cassa di
risonanza” per comunicare la bellezza, la ricca biodiversità e la suggestività
del territorio, in particolare: Enrico Ancora, Ferdinando Atlante, Giuseppe
Cagnetta, Beppe Cazzolla, Sergio Chiaffarata, Donato Contaldi, Vincenzo De Leo,
Nicola Lavermicocca, Marco Petruzzelli, Domenico Robles…
Meritevoli di menzione “Naturalmente suoni e colori del Parco di Lama
Balice” e la “Sagra delle fogghie de fore” con le quali ha “acceso i
riflettori” su vari aspetti di valorizzazione e tutela dell’area protetta. Il
suo impegno è fervente e il suo obiettivo sono la tutela, la riqualificazione,
la rinaturalizzazione nonché la messa in sicurezza di alcune zone “fragili” per
renderle maggiormente fruibili. Il suo slogan con il quale conclude le attività
di accompagnamento è:
Abbasce a le sir
Un luogo,
una lama, un parco naturale nella nostra città, forse unico in Italia. Un luogo
magico e suggestivo che ancora molti non conoscono e dove la natura, selvaggia,
è accogliente e ideale per ritrovarsi, per rigenerarsi e recuperare il rapporto
con se stesi e con la natura. Ricordo le scampagnate quando ero piccolo,
accompagnavo i miei che andavano a raccogliere gli asparagi e erbe spontanee
che avevano sapori unici. Un luogo incantevole che esprime tranquillità e
bellezza. Ricordo i racconti dei miei nonni, racconti che ho ritrovato in
questa opera di Piero e che mi ha riportato indietro nella memoria,
commuovendomi.
Appunto Piero, un
uomo che a partire dall'infanzia ha trascorso un pezzo della sua vita in questo
luogo; quando ancora non era un parco lui era li, a scoprire e ad
ascoltare un posto che noi paesini conosciamo come "Abbasce a le
sir".
Quella ricerca e quell'ascolto si è trasformato negli
anni in impegno, quotidiano per valorizzare il Parco, raccontarlo e farlo
conoscere ai tanti che non lo hanno ancora scoperto.
Di lui ammiro il coraggio e la perseveranza, l'amore e la
passione e con lui condividerò la nostra battaglia perché questa risorsa
naturale unica acquisisca la dignità che merita. Questo è un primo passo. Ecco,
a lui l'augurio più sincero per questa sua opera e l'auspicio che questo suo
libro possa avvicinare al Parco Naturale di Lama Balice chi ancora non ha avuto
modo di visitare e vivere un luogo così semplice e meraviglioso.
Michelangelo Cavone
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